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Fare un sito con ChatGPT

“Mi faccio il sito con ChatGPT” è una frase sempre più comune. Nella pratica, senza competenze di struttura, contenuti, tecnica e SEO, si rischia però di perdere tempo ed energie. In BEADV usiamo l’AI, ma dentro un metodo chiaro, a supporto del lavoro professionale.

Fare un sito con ChatGPT

Fare un sito con ChatGPT: cosa c’è dietro il “me lo faccio da solo”

Negli ultimi mesi ci siamo sentiti dire spesso:
“Ho provato a farmi il sito con ChatGPT.”
L’idea sulla carta è semplice: scrivo due righe all’intelligenza artificiale, lei mi prepara testi, immagini, magari anche la struttura… e risparmio tempo e soldi.

La realtà, però, è un po’ diversa. Fare un sito con ChatGPT senza competenze specifiche può diventare un percorso lungo, pieno di tentativi, e alla fine poco efficace.

Fare un sito con ChatGPT

L’idea del “mi faccio il sito con ChatGPT”

Il ragionamento è più o meno questo:

  • “ChatGPT scrive testi.”
  • “Ci sono piattaforme che promettono siti pronti in pochi clic.”
  • “Unisco le due cose e mi faccio il sito da solo.”

In teoria sembra una soluzione perfetta.
In pratica, chi ci prova si scontra con una serie di domande a cui l’AI non può rispondere da sola:

  • Come deve essere organizzato il sito per far capire subito cosa faccio?
  • Quante pagine servono davvero?
  • Cosa metto in home, cosa nelle pagine interne?
  • Quali testi sono utili al cliente e quali sono solo “riempitivi”?

Se non hai già esperienza, non sai nemmeno bene cosa chiedere a ChatGPT. E il risultato sono decine di prompt, risposte lunghe, versioni diverse… ma poca chiarezza.


Dove si inceppa chi non ha esperienza

Quando qualcuno prova a fare un sito con ChatGPT da zero, gli intoppi tipici sono:

  • Struttura confusa
    L’AI può proporre un elenco di pagine, ma non conosce davvero il tuo modello di business, le priorità, i servizi che portano valore.
  • Testi generici
    Senza indicazioni precise, l’intelligenza artificiale tende a scrivere in modo molto standard. Alla fine il sito assomiglia a mille altri, non racconta davvero chi sei.
  • Tono fuori fuoco
    Se non hai chiaro come vuoi parlare ai tuoi clienti, è difficile guidare l’AI verso un tono coerente. Il rischio è passare da troppo formale a troppo “pubblicitario” nel giro di un paragrafo.
  • Parte tecnica sottovalutata
    Un sito non è solo testo: ci sono menu, form di contatto, immagini ottimizzate, velocità di caricamento, versione mobile, sicurezza, aggiornamenti. ChatGPT può spiegarti cosa servirebbe, ma non lo fa al posto tuo.
  • SEO lasciata al caso
    La visibilità sui motori di ricerca richiede struttura, parole chiave, titoli, meta description, link interni. Senza un minimo di metodo, il sito rimane online ma poco trovato.

Il tempo che non si vede (e che nessuno rimborsa)

Quasi sempre chi ci dice “mi faccio il sito con ChatGPT” lo fa per risparmiare.
Quello che non si considera è il tempo speso:

Fare un sito con ChatGPT
  • ore per capire come funziona la piattaforma scelta
  • altre ore per riscrivere prompt, correggere testi, adattarli
  • tempo per caricare contenuti, sistemare immagini, provare i vari layout
  • correzioni continue perché qualcosa “non torna” o non funziona come vorresti

Alla fine ci si ritrova con un sito “quasi finito”, ma:

  • non si è sicuri che comunichi bene
  • non si sa se è davvero visibile online
  • si è stanchi, e la voglia di metterci mano cala subito dopo la pubblicazione

Il vero costo, quindi, non è solo economico. È il costo in tempo ed energie tolte al proprio lavoro principale.


Come usiamo noi l’AI quando realizziamo un sito

In BEADV non demonizziamo ChatGPT, anzi.
Lo consideriamo uno strumento utile, a patto che ci sia qualcuno a guidarlo.

Quando lavoriamo a un sito:

  1. Partiamo dall’analisi dell’attività
    Cosa fai, per chi, con quale differenza rispetto ad altri. Questo nessuna AI può saperlo meglio di te.
  2. Definiamo la struttura del sito
    Pagine, contenuti, priorità. Qui usiamo la nostra esperienza per capire cosa serve davvero a chi visiterà il sito.
  3. Usiamo l’AI come supporto, non come regista
    Possiamo farci aiutare per trovare spunti, esempi di titoli, modi diversi di spiegare un concetto.
    Ma la decisione finale su cosa pubblicare, come e dove, è umana.
  4. Curiamo parte tecnica e continuità
    Hosting, aggiornamenti, velocità, modulo contatti, integrazione con social e altri strumenti: sono pezzi che vanno fatti e controllati nel tempo.

In pratica, l’AI entra nel processo, ma dentro un metodo chiaro e con qualcuno che se ne assume la responsabilità.


Quando ha senso farsi aiutare

Se ti stai dicendo “mi faccio il sito con ChatGPT” solo per risparmiare, fermarti un attimo può avere senso.

Fare un sito con ChatGPT

Fatti queste domande:

  • Quanto tempo posso davvero dedicare al sito, senza trascurare il mio lavoro?
  • Ho una minima idea di struttura, SEO, gestione tecnica?
  • Se qualcosa non funziona, so dove mettere le mani?

Se la risposta è “no” ad almeno una di queste domande, forse è il caso di non fare tutto da solo.
L’alternativa non è scegliere tra “o pago cifre folli” e “mi arrangio con l’AI”.
L’alternativa è farti affiancare da chi il sito lo progetta, lo costruisce e lo mantiene, usando anche ChatGPT quando serve, ma senza improvvisare.

Così tu puoi continuare a occuparti di ciò che sai fare meglio, sapendo che la tua presenza online non è il risultato di prove e tentativi, ma di un percorso pensato.


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