Progetto #Checartolina: cartoline per il nostro marketing territoriale
Con il progetto #checartolina abbiamo scelto le cartoline dialettali al posto dei volantini. Un’idea di marketing territoriale semplice e riconoscibile, pensata per farci conoscere attraverso le espressioni di tutti i giorni.

#Checartolina: quando la cartolina diventa marketing territoriale
Da agenzia di comunicazione ci viene naturale pensare a volantini, brochure, post social. Questa volta, però, abbiamo scelto una strada diversa con il progetto #checartolina: cartoline vere, da toccare, leggere, conservare.
Così è nato il progetto #checartolina: una serie di cartoline con frasi dialettali e modi di dire che fanno parte della nostra quotidianità, del nostro, appunto, territorio. Un modo leggero e concreto per farci conoscere, senza il classico “depliant dell’agenzia”.



Perché non il solito volantino
Quando si parla di promuoversi nella propria zona, la risposta standard è quasi sempre la stessa: stampa qualche volantino, distribuiscilo in giro, magari lascia una brochure nei locali.
Il problema è che:
- i volantini spesso finiscono rapidamente nel cestino
- le brochure sono percepite come “pubblicità” e vengono sfogliate di fretta, se va bene
- un formato troppo istituzionale non racconta davvero il tono di chi ci sta dietro
Con il progetto #checartolina abbiamo voluto mantenere la semplicità della carta stampata, ma cambiando completamente l’approccio: non un foglio pieno di servizi, ma un oggetto piccolo, essenziale e familiare.

Il dialetto come ponte con le persone
Il cuore del progetto sono le frasi dialettali. Modi di dire che tutti abbiamo sentito almeno una volta: al bar, al lavoro, in famiglia, tra amici.
Scegliere il dialetto non è solo una questione simpatica. È un modo per:
- parlare la stessa lingua delle persone che incontriamo ogni giorno
- creare un sorriso e un senso di riconoscimento immediato
- far capire, ancora prima di leggere “BEADV”, che dietro c’è qualcuno che vive lo stesso contesto
La cartolina, così, diventa più di un supporto pubblicitario: è un piccolo frammento di memoria comune, che uno può decidere di tenere, regalare, appendere, spedire.
Un oggetto semplice, riconoscibile e fisico
Le cartoline del progetto #checartolina sono pensate per essere:
- fisicamente riconoscibili: stesso formato, stessa impostazione grafica, stile pulito
- facili da capire: una frase dialettale in evidenza, pochi elementi grafici, il nostro logo
- libere di circolare: si possono trovare in giro, raccogliere, spedire a qualcuno o fotografare e condividere sui social
Non chiediamo a chi le prende di “leggere una brochure”. Gli stiamo offrendo un oggetto leggero, con una frase che conosce già e che, in molti casi, fa sorridere perché ricorda una persona precisa o una situazione reale.
Ed è proprio in questo passaggio che la cartolina diventa marketing territoriale: parla del posto, delle persone e del modo in cui si esprimono.
Checartolina come progetto di marketing territoriale
Il marketing territoriale è tutto ciò che aiuta a valorizzare un territorio, le sue attività, le sue particolarità.
Con il progetto #checartolina abbiamo voluto fare esattamente questo:
- usare il dialetto e le espressioni locali come elemento distintivo
- diffondere le cartoline in punti diversi (locali, negozi, luoghi di passaggio)
- creare curiosità su chi le ha pensate e su che cosa c’è dietro al logo BEADV
Non è una campagna “gridata”, non parla di sconti, né di pacchetti. È una strategia che lavora per:
- farci riconoscere come agenzia vicina alle persone e al loro modo di parlare
- far circolare il nostro nome in modo naturale, attraverso un oggetto piccolo ma caratteristico
- stimolare la condivisione: chi trova la cartolina può fotografarla, mandarla a qualcuno, postarla sui social con l’hashtag
#checartolina
In altre parole, un progetto che parte dalla carta e vive anche online.
Raccontare chi siamo, senza effetti speciali
Dietro a #checartolina non c’è solo la scelta di un formato, ma un modo preciso di presentarci.
Abbiamo voluto:
- evitare il linguaggio troppo tecnico dell’advertising
- sfruttare la grafica per dare un’identità chiara e pulita al progetto
- mettere al centro le persone e le loro espressioni quotidiane
Ogni cartolina è un pezzo di racconto: parla di carattere, di ironia, di modo di stare insieme. E, indirettamente, spiega anche come lavoriamo in BEADV: con attenzione ai dettagli, ma senza prenderci troppo sul serio.
Come proseguirà il progetto
Il bello di checartolina è che può crescere nel tempo:
- nuove frasi da aggiungere alla collezione
- nuove collaborazioni con attività del territorio che vogliono ospitare o co-creare le cartoline
- nuove occasioni per integrare il progetto con contenuti digitali, video e iniziative social
Per ora le cartoline viaggiano da sole, nei luoghi in cui le abbiamo lasciate o dove qualcuno ha deciso di portarle.
In futuro potranno diventare la base per altre idee di comunicazione condivisa, sempre legate al territorio e alle persone che lo vivono.
Se trovi una checartolina…
Se ti capita di trovare una #checartolina, puoi:
- portartela a casa
- appenderla dove vuoi
- spedirla a qualcuno a cui pensi quando leggi quella frase
- fotografarla e condividerla online, usando l’hashtag
#checartolina
Per noi è un modo semplice per capire fin dove arriva il progetto, e per continuare a costruire una comunicazione che parte da qui, dalle parole di ogni giorno.
E se ti va di parlarne, in BEADV siamo sempre aperti a nuove idee di marketing territoriale… anche a partire da una semplice cartolina.


